Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

2a edizione “Venezia a Gwangju” – Proiezione del Film “Duse” di Pietro Marcello

duse

Luogo: Gwangju Independent Film Theater (광주독립영화관)

Informazioni: 062-222-1895 / http://gift4u.or.kr/

Indirizzo: Gwangju, Dong-gu, Jebong-ro, 96, 6 piano (광주광역시 동구 제봉로 96, 6층)

 

Data della proiezione:

9 marzo 2025, ore 19:00, Gwangju Independent Film Theater

 

Regia: Pietro Marcello

Produzione: Palomar – a Mediawan company (Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni), Avventurosa (Benedetta Cappon), Rai Cinema, PiperFilm, Ad Vitam Films, Berta Film

Durata: 125’

Lingua: Italiano

Paesi: Italia

Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, con la partecipazione di Noémie Lvovsky

Sceneggiatura: Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello

Fotografia: Marco Graziaplena

Montaggio: Fabrizio Federico, Cristiano Travaglioli, Alessio Franco, Luca Carrera

Scenografia: Gaspare De Pascali

Costumi: Ursula Patzak

Musica: Marco Messina, Sacha Ricci, Fabrizio Elvetico

Suono: Denny De Angelis, Federico Cabula, Alessandro Feletti

Effetti visivi: Arianna Capra

 

Sinossi

Eleonora Duse ha una leggendaria carriera alle spalle che sembra ormai conclusa, ma, nei tempi feroci tra la Grande Guerra e l’ascesa del fascismo, la Divina sente un richiamo più forte di ogni rassegnazione e torna lì dove la sua vita è iniziata: sul palcoscenico.
Non è solo il desiderio di recitare a muoverla, ma un’urgenza profonda: la necessità di riaffermare sé stessa in un mondo che cambia inesorabilmente e che minaccia di toglierle tutto, persino l’indipendenza che ha conquistato con il lavoro di tutta una vita. Inaspettati rovesci finanziari la mettono di fronte a una scelta e così, ancora una volta, Eleonora sceglie il teatro come unico spazio di verità e di resistenza. Con la sua arte come unica arma, sfida il tempo e il disincanto, trasformando ogni parola e ogni gesto in un atto rivoluzionario. Ma il prezzo della bellezza contro la brutalità del potere e della Storia è alto: gli affetti sembrano dissolversi e la sua salute si aggrava. Eppure, Eleonora affronterà l’ultimo viaggio dimostrando che si può rinunciare alla vita stessa, ma mai alla propria natura.

 

Commento del regista

Eleonora Duse mi ha colpito per le contraddizioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Dietro i grandi successi della “Divina” si nascondevano fallimenti altrettanto sensazionali, che sono a mio avviso una delle chiavi di lettura più interessanti. La scelta di concentrarsi sugli ultimi anni della sua vita è venuta naturalmente.
Duse affronta il suo bilancio finale: con il suo talento, con il proprio corpo, con la maternità, con D’Annunzio, con la storia d’Italia. Non volevo realizzare un biopic, ma raccontare l’anima di una donna, un’artista, in un’epoca di grandi sconvolgimenti storici, con la possibilità di indagare temi a me cari: da una parte il ruolo dell’artista di fronte a tragedie come la guerra, la povertà e il dolore; dall’altra, le possibili declinazioni del rapporto tra arte e potere.

Fonti, testo e immagini: Biennale Cinema (labiennale.org)

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Seoul
  • In collaborazione con: Gwangju Independent Film Theater