Luogo: Gwangju Independent Film Theater (광주독립영화관)
Informazioni: 062-222-1895 / http://gift4u.or.kr/
Indirizzo: Gwangju, Dong-gu, Jebong-ro, 96, 6 piano (광주광역시 동구 제봉로 96, 6층)
Date delle proiezioni:
14 marzo 2026, ore 19:00, Seoul Art Cinema
Regia: Daniele Vicari
Produzione: Mompracem (Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros.) con Rai Cinema
Durata: 129’
Lingua: Italiano, Dialetti calabrese, varesotto, siciliano
Paesi: Italia
Anno: 2025
Interpreti: Gabriel Montesi, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio, Rocco Papaleo
Sceneggiatura: Andrea Cedrola, Daniele Vicari
Fotografia: Gherardo Gossi
Montaggio: Benni Atria
Scenografia: Noemi Marchica
Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
Musica: Teho Teardo
Suono: Alessandro Palmerini, Benni Atria
Effetti visivi: Palantir Digital
Dal libro: Ammazzare stanca di Antonio Zagari
Sinossi
Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino è l’autobiografia di un ragazzo che si ribella al suo destino criminale. Si chiama Antonio Zagari e la sua è una storia vera. Siamo nei primi anni Settanta e la ’ndrangheta calabrese dilaga e impera, dal sud al nord. Antonio, figlio di Giacomo, un boss calabrese trapiantato in Lombardia, dopo aver ucciso più e più volte, capisce di non essere adatto a quella vita: per lui uccidere diventa un peso insostenibile, fino alla ripulsa per il sangue: una ribellione del corpo prima che della coscienza, che però mette in pericolo le persone che ama e la sua stessa vita. Mentre i suoi coetanei si ribellano nelle fabbriche, nelle università, nelle piazze, in lui cresce il rifiuto per l’esercizio del potere e per la ferocia del genitore. Deve trovare il coraggio di andare contro il padre e tramare contro di lui una vendetta peggiore della morte.
Commento del Regista
Ho letto l’autobiografia che Antonio Zagari ha scritto in galera molti anni fa. Mi ha lasciato interdetto per la sua sincerità, per come racconta cosa abbia significato per lui uccidere. E ho pensato subito valesse la pena trasformarla in un film perché in questo racconto si mescolano molte cose che mi appassionano: action, conflitti familiari, desiderio di emancipazione e ribellione, amore, tragedia e ironia. Per raccontare questa storia ho dovuto avventurarmi in un territorio affascinante, quello del gangster movie con le sue enormi possibilità e lasciare che lo sguardo di Antonio diventasse una sfida contro il senso comune, anche contro il mio modo di concepire una storia. Mi è piaciuta quest’avventura, mi ha emozionato esplorare lo sguardo e i sentimenti di un uomo tanto lontano da me, così ho provato a trasferire questa emozione alle immagini.
Fonti, testo e immagini: Biennale Cinema (labiennale.org)