Luogo: Gwangju Independent Film Theater (광주독립영화관)
Informazioni: 062-222-1895 / http://gift4u.or.kr/
Indirizzo: Gwangju, Dong-gu, Jebong-ro, 96, 6 piano (광주광역시 동구 제봉로 96, 6층)
Date delle proiezioni:
15 marzo 2026, ore 17:00, Seoul Art Cinema
Regia: Antonio Pietrangeli
Produzione: Sancro Film, Les Films Copernic
Durata: 124’
Lingua: Italiano
Paesi: Italia, Francia
Anno: 1964
Interpreti: Ugo Tognazzi, Claudia Cardinale, Gian Maria Volonté, Salvo Randone, Bernard Blier, José Luis de Vilallonga, Michèle Girardon, Paul Guers, Laura Antonelli, Lando Buzzanca
Sceneggiatura: Diego Fabbri, Ruggero Maccari, Ettore Scola, Stefano Strucchi
Fotografia: Armando Nannuzzi
Montaggio: Eraldo Da Roma
Scenografia: Maurizio Chiari
Costumi: Lucia Baldacci, Margherita Ferroni
Musica: Armando Trovajoli
Suono: Mario Amari, Elio Pacella, Tullio Petricca
Restauro: Fondazione Cineteca di Bologna in collaborazione con Compass Film
Dall’opera teatrale: Le cocu magnifique di Fernand Crommelynck
Laboratorio: L’Immagine Ritrovata
Sinossi
Pietrangeli prende spunto da un testo teatrale degli anni Venti, trasponendo l’azione dalle Fiandre a Brescia: nel mirino, la borghesia nata dalla recente industrializzazione, la piccola provincia pettegola e curiosa, le insicurezze e le contraddizioni di una società ancora in bilico tra venti di modernità e modelli arcaici.
Ugo Tognazzi, ricco fabbricante di cappelli, si convince che la moglie – Claudia Cardinale, enigmatica nel suo sorriso disarmante – non possa essergli fedele e al tarlo della gelosia preferisce il dolore delle certezze.
Il titolo scelto complicherà non poco la vita del film, tra location cancellate per evitare danni d’immagine e una difficile campagna promozionale: persino i tassisti si rifiutano di reclamizzare Il magnifico cornuto sulle loro auto.
Per dirla con Salvo Randone, intervistato all’epoca a proposito del suo ruolo nel film: “L’Italia ha paura delle parole semplici, inequivocabili”.
Nota Critica
“Pietrangeli si colloca in piena coerenza nelle dinamiche da commedia all’italiana, giunta al suo zenit espressivo proprio in quegli anni. Ma più di tutto emerge una non comune raffinatezza del discorso filmico, in cui ogni singola scelta autoriale pare mossa da uno sguardo fortemente consapevole sugli strumenti del mezzo-cinema […] la commedia all’italiana, in una delle sue manifestazioni più perfette e cristalline proprio perché fortemente personalizzata da uno sguardo autoriale, mostra il suo rovescio angoscioso e soffocante. Si ride, e ci si strozza nel ghigno.” (Massimiliano Schiavoni, Quinlan)
Fonti, testo e immagini: Biennale Cinema (labiennale.org)