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14a edizione “Venezia a Seoul” – Proiezione del Film “Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino” di Daniele Vicari

ammazzare-stanca

Luogo: Seoul Art Cinema

Informazioni: 02. 741. 9782 / www.cinematheque.seoul.kr

Indirizzo: 3, Jeongdong-gil, Jung-gu, 2 piano KyongHyang Arthill

 

Date delle proiezioni:

26 febbraio 2026, ore 17:00, Seoul Art Cinema

8 marzo 2026, ore 14:00, Seoul Art Cinema

 

Regia: Daniele Vicari

Produzione: Mompracem (Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros.) con Rai Cinema

Durata: 129’

Lingua: Italiano, Dialetti calabrese, varesotto, siciliano

Paesi: Italia

Anno: 2025

Interpreti: Gabriel Montesi, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio, Rocco Papaleo

Sceneggiatura: Andrea Cedrola, Daniele Vicari

Fotografia: Gherardo Gossi

Montaggio: Benni Atria

Scenografia: Noemi Marchica

Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

Musica: Teho Teardo

Suono: Alessandro Palmerini, Benni Atria

Effetti visivi: Palantir Digital

Dal libro: Ammazzare stanca di Antonio Zagari

 

Sinossi

Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino è l’autobiografia di un ragazzo che si ribella al suo destino criminale. Si chiama Antonio Zagari e la sua è una storia vera. Siamo nei primi anni Settanta e la ’ndrangheta calabrese dilaga e impera, dal sud al nord. Antonio, figlio di Giacomo, un boss calabrese trapiantato in Lombardia, dopo aver ucciso più e più volte, capisce di non essere adatto a quella vita: per lui uccidere diventa un peso insostenibile, fino alla ripulsa per il sangue: una ribellione del corpo prima che della coscienza, che però mette in pericolo le persone che ama e la sua stessa vita. Mentre i suoi coetanei si ribellano nelle fabbriche, nelle università, nelle piazze, in lui cresce il rifiuto per l’esercizio del potere e per la ferocia del genitore. Deve trovare il coraggio di andare contro il padre e tramare contro di lui una vendetta peggiore della morte.

 

Commento del Regista

Ho letto l’autobiografia che Antonio Zagari ha scritto in galera molti anni fa. Mi ha lasciato interdetto per la sua sincerità, per come racconta cosa abbia significato per lui uccidere. E ho pensato subito valesse la pena trasformarla in un film perché in questo racconto si mescolano molte cose che mi appassionano: action, conflitti familiari, desiderio di emancipazione e ribellione, amore, tragedia e ironia. Per raccontare questa storia ho dovuto avventurarmi in un territorio affascinante, quello del gangster movie con le sue enormi possibilità e lasciare che lo sguardo di Antonio diventasse una sfida contro il senso comune, anche contro il mio modo di concepire una storia. Mi è piaciuta quest’avventura, mi ha emozionato esplorare lo sguardo e i sentimenti di un uomo tanto lontano da me, così ho provato a trasferire questa emozione alle immagini.

Fonti, testo e immagini: Biennale Cinema (labiennale.org)

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Seoul
  • In collaborazione con: Seoul Art Cinema