Luogo: Seoul Art Cinema
Informazioni: 02. 741. 9782 / www.cinematheque.seoul.kr
Indirizzo: 3, Jeongdong-gil, Jung-gu, 2 piano KyongHyang Arthill
Date delle proiezioni:
25 febbraio 2026, ore 19:30, Seoul Art Cinema
7 marzo 2026, ore 16:00, Seoul Art Cinema
Regia: Pietro Marcello
Produzione: Palomar – a Mediawan company (Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni), Avventurosa (Benedetta Cappon), Rai Cinema, PiperFilm, Ad Vitam Films, Berta Film
Durata: 125’
Lingua: Italiano
Paesi: Italia
Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, con la partecipazione di Noémie Lvovsky
Sceneggiatura: Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
Fotografia: Marco Graziaplena
Montaggio: Fabrizio Federico, Cristiano Travaglioli, Alessio Franco, Luca Carrera
Scenografia: Gaspare De Pascali
Costumi: Ursula Patzak
Musica: Marco Messina, Sacha Ricci, Fabrizio Elvetico
Suono: Denny De Angelis, Federico Cabula, Alessandro Feletti
Effetti visivi: Arianna Capra
Sinossi
Eleonora Duse ha una leggendaria carriera alle spalle che sembra ormai conclusa, ma, nei tempi feroci tra la Grande Guerra e l’ascesa del fascismo, la Divina sente un richiamo più forte di ogni rassegnazione e torna lì dove la sua vita è iniziata: sul palcoscenico.
Non è solo il desiderio di recitare a muoverla, ma un’urgenza profonda: la necessità di riaffermare sé stessa in un mondo che cambia inesorabilmente e che minaccia di toglierle tutto, persino l’indipendenza che ha conquistato con il lavoro di tutta una vita. Inaspettati rovesci finanziari la mettono di fronte a una scelta e così, ancora una volta, Eleonora sceglie il teatro come unico spazio di verità e di resistenza. Con la sua arte come unica arma, sfida il tempo e il disincanto, trasformando ogni parola e ogni gesto in un atto rivoluzionario. Ma il prezzo della bellezza contro la brutalità del potere e della Storia è alto: gli affetti sembrano dissolversi e la sua salute si aggrava. Eppure, Eleonora affronterà l’ultimo viaggio dimostrando che si può rinunciare alla vita stessa, ma mai alla propria natura.
Commento del regista
Eleonora Duse mi ha colpito per le contraddizioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Dietro i grandi successi della “Divina” si nascondevano fallimenti altrettanto sensazionali, che sono a mio avviso una delle chiavi di lettura più interessanti. La scelta di concentrarsi sugli ultimi anni della sua vita è venuta naturalmente.
Duse affronta il suo bilancio finale: con il suo talento, con il proprio corpo, con la maternità, con D’Annunzio, con la storia d’Italia. Non volevo realizzare un biopic, ma raccontare l’anima di una donna, un’artista, in un’epoca di grandi sconvolgimenti storici, con la possibilità di indagare temi a me cari: da una parte il ruolo dell’artista di fronte a tragedie come la guerra, la povertà e il dolore; dall’altra, le possibili declinazioni del rapporto tra arte e potere.
Fonti, testo e immagini: Biennale Cinema (labiennale.org)