Nuovo capitolo per le relazioni culturali tra Italia e Corea del Sud.
Davide Scalmani ha assunto la guida dell’Istituto Italiano di Cultura di Seoul con l’obiettivo di ampliare il pubblico dei giovani e rafforzare la collaborazione con le istituzioni locali attraverso progetti innovativi.
Nel presentarsi a partner, colleghi e pubblico coreano, Scalmani ha sottolineato il valore sempre piu’ strategico dell’Istituto per la presenza italiana in Corea e per le relazioni culturali bilaterali.
«Assumo questo incarico con grande entusiasmo – ha dichiarato Scalmani –, partendo da un lavoro eccellente. Ringrazio la Direttrice Michela Magrì, oggi all’IIC di Dublino, e Erika Sfascia, che ha coordinato l’Istituto come Reggente e prosegue ora come Vice Direttrice. Un grazie anche a tutto lo staff per la calorosa accoglienza».
Obiettivi e primi progetti
Il programma del nuovo Direttore si sviluppa su tre pilastri: Innovazione, Collaborazione, Valori Condivisi; e si traduce già in iniziative concrete come residenze per giovani artisti italiani in Corea, rassegne di cinema italiano contemporaneo e d’autore sottotitolato in coreano, e molta musica, dall’opera alla classica al jazz. Il nuovo mandato si inserisce in un calendario ricco di appuntamenti di rilievo, che spaziano dalla presenza alla Biennale di Gwangiu e al Frieze, alla grande retrospettiva su Gaetano Pesce, alla partecipazione al Seoul Friendship Festival, passando per progetti ambiziosi come mostre dedicate all’arte rinascimentale e al Novecento, fino agli appuntamenti consueti del calendario culturale come le celebrazioni del Design Day, della Settimana della Lingua e della Cucina Italiana.
«Vogliamo creare un impatto locale e internazionale – ha aggiunto Scalmani –, valorizzando le partnership con istituzioni italiane e coreane e la rete culturale globale. L’Istituto Italiano di Cultura di Seoul si presenta un laboratorio di scambi capace di parlare alle nuove generazioni».
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